Citadels – Recensione

Citadels: strategie medievali “à la carte”

Costruire e combattere, ostacolare gli avversari o trattare, gestire e governare. Una partita a Citadels condensa tutti questi elementi in una sessione di gioco dalla durata di circa 30 minuti (per giocatore). L’ambientazione fantasy, basata sul medioevo dell’Europa occidentale, offre ai giocatori (da due a sette, otto con l’espansione) un’esperienza divertente basata sullo sviluppo di strategie a lungo termine e corroborata da una serie di elementi tattici che diversificano e vivificano la competizione. Il suo autore, Bruno Faidutti, è uno storico e sociologo francese, molto attivo come game designer, con oltre 40 titoli al suo attivo tra cui spiccano Knightmare Chess, una variante degli scacchi in chiave fantasy, e Mystery of the Abbey, una sorta di Cluedo con meccaniche adattate a un’indagine deduttiva ambientata in un’abbazia medievale sullo stile de Il nome della rosa. Citadels è uno dei suoi titoli meglio riusciti ed è stato nominato per diversi premi. A titolo di esempio, nel 2000 ha raggiunto la finale per il prestigioso premio tedesco “Spiel des Jahres” (che rappresenta un po’ l’Oscar europeo per i boardgame), mentre l’anno successivo si è aggiudicato il premio di gioco dell’anno nei Paesi Bassi con la versione olandese denominata Machiavelli.

Citadels Componenti

Componenti

Il gioco, distribuito in Italia da Giochi Uniti, si presenta in una confezione molto compatta (dimensioni in cm: 19,5 x 10,5 x 4) e facilmente trasportabile. Questa, una volta aperta, ci rivela tre scomparti dove sono alloggiati rispettivamente il manualetto delle regole, dei segnalini (30) per le monete d’oro e un mazzo di circa 80 carte suddivise nel Mazzo dei Personaggi (18) e nel Mazzo dei Quartieri (65). Queste ultime carte rappresentano i quartieri della città da costruire, suddivisi in 5 tipi diversi identificati dal colore del cerchio superiore della carta: quartieri militari (rosso), quartieri ecclesiali (viola) quartieri commerciali (verde), quartieri nobiliari (giallo) e quartieri speciali (viola). Le carte viola godono di una parte testuale che definisce il bonus per chi ha edificato quel quartiere all’interno della sua città. Oltre alle carte troviamo le monete, rappresentate da dischetti plasticosi ambrati e da una corona di legno, simboleggiante il re (il perché dei soldi in plastica e la corona in legno rimane un mistero). Tutto qui.
La qualità dei materiali è abbastanza buona, anche se personalmente ho optato per delle bustine protettive (reperibili online o nelle fumetterie di fiducia). I disegni delle carte, invece, sono molto belli ed evocativi e si rifanno a uno stile “fumettoso” e dal tono dark. Peccato per i soldi in plastica, scelta dovuta probabilmente all’intento di abbassare i costi di produzione.

Carte in tavola

Il gameplay è strutturato in turni che vedono ogni giocatore impegnato nella realizzazione della propria cittadella prima degli avversari. Gli strumenti di questa costruzione saranno le “Carte Personaggio” e “le Carte Quartiere”. All’interno del gioco, ogni partecipante sceglie un personaggio, rappresentato dall’omonima carta, utilizzandone le peculiari abilità per seguire la propria strategia, avvantaggiandosi o ostacolando gli avversari. Nel manuale incluso nella confezione, oltre alle spiegazioni sulle procedure del gameplay e sull’organizzazione della sessione di gioco, sono presenti diverse opzioni aggiuntive atte a calibrare le partite a seconda del numero di partecipanti e utili per gestire alcune variabili come la durata delle sfide o la presenza di carte addizionali (presenti nell’espansione Dark City che dal 2004 si trova automaticamente inclusa alla versione base del gioco).
Altra caratteristica di Citadels è la buona longevità, ottenuta attraverso un’opera di espansione delle possibilità di gioco e un sapiente lavoro di playtesting per evitare gli scompensi nelle meccaniche (come a volte accade nell’universo dei GCC). Ad oggi, la revisione di Citadels è arrivata alla terza edizione, edita nel 2012 e caratterizzata dall’introduzione di ulteriori carte chiamate Carte Azione, che aggiungono complessità e spessore al gioco. Per bilanciare le partite che utilizzano le espansioni (Dark City o le carte addizionali della terza edizione) esistono diversi accorgimenti, come per esempio la numerazione delle Carte Personaggio che non possono così essere inserite nel mazzo di gioco in doppioni (per intenderci: l’Alchimista e il Mercante, due Carte Personaggio con il numero sei, non possono essere usate nella stessa partita). Una trovata decisamente azzeccata consiste nella presenza di apposite carte con istruzioni sintetiche ma chiare inerenti lo svolgimento del turno e le azioni che è possibile intraprendere. In questo modo i neofiti non saranno costretti a consultare continuamente il manuale per ogni dettaglio.

Concludendo…

In definitiva, Citadels si rivela un gioco agile e coinvolgente, che può essere consigliato a qualunque amante del fantasy così come agli appassionati di strategia, unendo la flessibilità e l’immediatezza senza la dispendiosità dei giochi di carte collezionabili che impongono ai giocatori periodici acquisti.

80
  • 8/10
    Realizzazione - 8/10
  • 8.5/10
    Componenti - 8.5/10
  • 8.5/10
    Meccaniche di gioco - 8.5/10
  • 7/10
    Scalabilità - 7/10
  • 8.5/10
    Longevità - 8.5/10
  • 9/10
    Prezzo - 9/10
8/10

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