Kingsport Festival: Il Gioco di Carte – Recensione

Kingsport Festival: Il Gioco di Carte

L’idea di realizzare una variante di un gioco da tavolo di successo, utilizzando la formula del gioco di carte, non è certamente un evento nuovo nel mondo dei giochi da tavolo. Spesso, però, questi spin-off rappresentano un’arma a doppio taglio per i giocatori che hanno apprezzato il boardgame originale.Se da un lato, infatti, si possono rivelare ugualmente interessanti e utili vista la loro portabilità, dall’altro ne possono risultare una mera operazione commerciale, finendo per rivelarsi una versione diluita del gioco base.
Oggi ci accingiamo ad analizzare Kingsport Festival: il gioco di carte, che altro non è che la trasposizione in chiave più snella di Kingsport Festival, un gioco di piazzamento lavoratori influenzato da una componente aleatoria rappresentata dai dadi e che si rifà alle meccaniche di Kingsburg. In questo gioco ogni giocatore è invitato a guidare una setta di adoratori dei Grandi Antichi, le divinità ispirate dalle creazioni horror di H.P.Lovecraft, cercando di espanderne il potere e l’influenza sulla cittadina di Kingsport. Questo nuovo gioco di carte cerca di catturare l’essenza del titolo originale, diminuendo i tempi di gioco e rendendo il gameplay più veloce e snello.

La penna del Maestro del Fantastico ritorna in questo bizzarro gioco per 3/5 cultisti. I cattivi dello spaventoso universo di Howard Philiph Lovecraft siete voi: perché scegliere il male minore?

Panoramica del gioco

In Kingsport Festival: Il gioco di carte, i giocatori interpretano ancora una volta il ruolo di cultisti intenti ad evocare antiche divinità, direttamente ispirate ai capolavori horror di H.P. Lovecraft. Ad ogni round, i giocatori dovranno lanciare i dadi e utilizzare il risultato ottenuto per reclutare una carta Divinità. Ognuna di esse, a sua volta, aumenterà il potenziale di evocazione del cultista nei turni successivi permettendogli di evocare divinità sempre più potenti. Oltre a combattere i fastidiosi investigatori, i giocatori devono gestire loro sanità mentale, una risorsa vitale utilizzata per alimentare molte delle carte Divinità. Il giocatore che al termine del gioco avrà totalizzato più punti culto, vince la partita.

Kingsport Festival: Il gioco di carte

Componenti

I principali componenti in Kingsport Festival: il gioco di carte, sono rappresentati da 1 mazzo di carte suddiviso in: 66 carte Divinità e 14 carte Investigatori. In ogni carta Divinità sono illustrati i costi di invocazione, l’effetto di propagazione, i punti culto (punti vittoria) e l’indicatore di forza contro gli investigatori.

Carte Divinità

Il secondo mazzo offre una gamma di investigatori che non solo influenzeranno l’andamento di ogni partita ma attaccheranno i giocatori 3 volte durante lo svolgimento del gioco. Tutte le carte fornite in quest’edizione di Kingsport Festival: Il gioco di carte si contraddistinguono per le dimensioni simili ai tarocchi e per l’alta qualità.

Carte Investigatore

Il gioco viene fornito inoltre da una manciata di dadi personalizzati: 5 dadi dominio a 6 facce (Male, Morte e Distruzione), 1 dado a 12 facce per conteggiare la sanità mentale di ogni giocatori e 1 dado da 10 facce per tenere traccia dei turni di gioco. I dadi dominio hanno i valori dei lati irregolari, proporzionando l’efficacia dei componenti materiali per l’evocazione delle Divinità: 3 morte, 2 male e 1 distruzione.

Dadi

Infine, troviamo un comodo libretto di regole che rappresenta anche il punto debole dell’intera confezione. Il libricino delle regole, seppur graficamente accattivante soffre di due problemi; da un lato non risulta completamente chiaro e lineare nella spiegazione del gioco. Durante la prima partita abbiamo avuto un po’ di difficoltà a comprendere la struttura.

In secondo luogo la scelta di un font ricercato che richiamasse l’atmosfera del gioco non ci è sembrata azzeccata poiché molte delle regole sono scritte con uno stile che ne rende difficoltosa la lettura.

Regolamento

Regole e Svolgimento

Il setup del gioco è molto veloce e semplice da mettere in tavola. La prima operazione consiste nel posizionamento delle carte Divinità in una serie di righe e colonne, seguendo lo schema descritto nel regolamento e facendo attenzione a scegliere la quantità delle carte in base al numero di giocatori. Una volta posizionate le carte Divinità, ogni giocatore riceve un contatore della sanità mentale (dado a 12 facce rosa) che va sistemato di fronte a sé con il numero 10 rivolto verso l’alto a rappresentare il punteggio iniziale. Dopodiché si mischiano le carte Investigatore e se ne sceglie una. L’investigatore estratto rimarrà in gioco per tutta la partita mentre le altre carte possono essere riposte nella scatola.

La partita di Kingsport Festival: Il gioco di carte si svolge in una serie di 9 round. All’inizio di ogni round, il dado bianco viene incrementato di una unità. I turni di gioco per ogni giocatore, sono suddivisi in 4 fasi:

  • Propagazione: Il giocatore lancia un dado dominio e gioca dalla propria mano un qualunque numero di carte Divinità – potendone pagare i costi di evocazione, al fine di utilizzarne gli effetti (dadi supplementari, modifica del risultato dei dadi, ecc…).
  • Invocazione: In questa seconda fase il cultista può spendere i punti dominio accumulati per invocare (prendere nella propria mano) una delle Divinità presenti sul tavolo.
  • Incursione: Questa azione si svolge per ogni giocatore durante il proprio turno, soltanto se è specificato dalla carta Investigatore. A questo punto, ogni Cultista deve giocare tante carte Divinità dalla propria mano che abbiano abbastanza forza (il simbolo della pistola nel lato inferiore della carta) per sconfiggere l’investigatore. Se un giocatore non riesce a sconfiggere l’investigatore, perde tanti punti sanità mentale pari alla differenza con il proprio punteggio forza giocato.
  • Fine del turno: Una volta che tutti i giocatori hanno giocato il proprio turno (fasi 1-3), ogni giocatore riprende le carte giocate nella propria mano e il dado contaturni Tempo viene passato al giocatore alla propria sinistra in senso orario. Il giocatore che passa il dado contaturni Tempo guadagna 1 punto sanità mentale come ricompensa.

Il gioco termina alla fine del 9° round, o quando viene evocata la carta Divinità di Azathoth. I giocatori a questo punto contano i propri punti culto e il giocatore che possiede il punteggio più alto è dichiarato il vincitore.

Esperienza di gioco

Il tentativo di creare una versione semplificata di Kingsport Festival da parte del suo autore Gianluca Santopietro, ci è parso riuscito soltanto a metà. Il problema principale del gioco risiede nella lentezza con il quale si svolgono i primi turni di gioco. La dinamica del lancio dei dadi nei primi turni, ci è parsa leggermente superflua. Magari la scelta di effettuare un piccolo draft di carte come pool iniziale, forse avrebbe e si scelgono una manciata di carte da aggiungere alla propria mano, seguendo la fortuna avuta col lancio dei dadi. La situazione migliora una volta raggiunta la metà della partita quando, avendo a disposizione 4-5 carte nella propria mano, si può cominciare a sviluppare la propria strategia di gioco. La riduzione dell’aleatorietà del lancio del dado permette di avere più scelte e gestire meglio i turni di gioco seguenti. È proprio in questa dinamica che risiede il punto di forza di questo Kingsport Festival. Giunti a questo punto, si potranno giocare tutte le carte (o la maggior parte di esse) e permettersi un acquisto che migliori la propria mano nel turno successivo. Una volta raggiunti gli ultimi 2-3 turni di gioco, bisognerà essere più oculati nella scelta delle carte da giocare, perché la maggior parte di essere richiederà la spesa di uno più punti sanità mentale.

Peccato che una volta raggiunta questa fase della partita il gioco volge inesorabilmente al termine.

Apprezzabile la scelta della gestione della propria mano di carte. In Kingsport Festival: Il gioco di carte, non c’è nessun mazzo dal quale pescare, ma ad ogni turno è possibile utilizzare l’intera mano di carte a disposizione del giocatore. Questa meccanica fornisce ai giocatori una buona quantità di scelte durante la fase di espansione, soprattutto nelle fasi finali. Il fattore aleatorio dettato dal lancio dei dadi non ci è sembrato che influisca più del dovuto nello svolgimento della partita, merito delle abilità delle carte che forniscono i domini necessari a compensare l’esito del dado. I giocatori, però, dovranno fare attenzione ad utilizzare alcune carte perché il costo di alcuni effetti prevede costi in punti sanità.

La presenza di un investigatore non rappresenta soltanto una variante che aggiunge un pizzico di longevità ad ogni partita. Le incursioni degli investigatori, nei turni previsti da ogni personaggio, possono modificare la strategia di gioco, costringendo i giocatori a meditare su l’utilizzo delle carte divinità da invocare e quali invece schierare contro l’investigatore.

Se si considera il numero esiguo di carte che è possibile acquistare durante una partita, la scelta del giocatore dovrà essere indirizzata alla convenienza di alcune divinità oppure alla loro utilità tattica a lungo termine. Perseguire quest’ultima opzione è una scelta che paga sia in termini di punteggio che in ambito tattico grazie alla possibilità di creare combinazioni di abilità più o meno efficaci. La sua realizzazione, però, è più difficile da realizzare. Per questa ragione, le abilità dei giocatori al tavolo decide l’andamento e la risoluzione della partita.

Considerazioni Finali

Kingsport Festival: il gioco di carte è un gioco di deck-building e gestione della mano che grazie alla semplicità delle regole, superato lo scoglio del regolamento ostico, può essere considerato un gioco accessibile a tutte le tipologie di giocatori. Noi lo consigliamo soprattutto a coloro che apprezzano i giochi di carte e agli amanti delle atmosfere horror del prolifico autore statunitense. Il concept alla base di Kingsport Festival: il gioco di carte, ha mostrato di possedere il potenziale per essere un grande gioco. Peccato che per poterlo scorgere bisogna raggiungere gli ultimi turni di gioco e il gioco è praticamente terminato. Il problema risiede nel fatto che non ci sono abbastanza scelte significative da prendere fino alla metà della partita e quando cominciamo a immedesimarci nei personaggi, il gioco è terminato. Tuttavia, una volta imparate le regole, il gioco scorre rapidamente e può essere un buon filler da giocare tra un boardgame e l’altro in una serata ludica.

Ringraziamo Giochi Uniti per averci fornito la copia per questa recensione.

Dettagli

Componenti: regolamento, 80 carte di grande formato: 66 Divinità e 14 Investigatori; 11 dadi speciali: 1 contaturni, 5 contatori e 5 Domini.
Autore: Gianluca Santopietro.
Editore: Giochi Uniti.
Illustratore: Maichol Quinto.
Sviluppo: eNigma.it.
Età: 13+
Giocatori: 3-5.
Durata: 45′

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